I.IL MAGO
LA SIMBOLISTICA
Nel suo cammino, il Matto incontra il Mago. Furbo e pieno di sé, il forte Mago ha nei dintorni un’aura e sorprende il Matto. Quando è necessario, il Matto dà al Mago il vincastro e la bisaccia che lui porta, e questo, sollevando la bacchetta e con l’altra mano indicando in giù, coniuga I poteri che sciolgano la bisaccia sulla tavola davanti lui.
Nella mitologia, il Mago è rappresentato da Mercurio. Lui ha il dono di “dolce lingua”, può essere un buon oratore e venditore, ha delle mani abili- Mercurio era il dio dei ladri- e dà l’impressione di avere dei poteri guaritori, anche se questi possono dimostrarsi falsi.
Per sintetizzare, la Sua risposta a questa carta è che quel interessato deve contare prima di tutto, su sé stesso. Se il Mago apparisce nella parte destra, allora può essere incoraggiato ad agire secondo i suoi desideri e di avere iniziativa. Si annoncia un tempo con nuovi inizi. E’ possibile uno spostamento. Si annoncia un viaggio o un’incontro che può lanciare un progetto, una relazione sentimentale. La carta volta avverte l’apparizione di un’opportunista, interessato soltanto a sedurre e abbandonare.
II. LA GRANDE SACERDOTESSA
LA SIMBOLISTICA
I colori di base per rappresentazione sono rosso, azzuro e bianco. Continuando il suo viaggio, il Matto incontra una donna seduta su un trono e rasserenata sulla Luna. Lei è l’opposto del Mago locvace e permanentemente in movimento, lei non sta in piedi, ma seduta, inerta, è quieta, essendo protetta dalla serenità e dall’oscurità della notte.
Lei è la Grande Sacerdotessa e sorprende il Matto perché lei conosce tutto su di lui. “ Se mi conosci cosi bene, forse mi puoi aiutare.”, dice il Matto, rivelando di nuovo dalla sua bisaccia gli elementi primordiali:la moneta, la mazza, la coppa e la spada. “Il Mago mi ha mostrato questi strumenti, ma io sono in difficoltà. Ci sono tante cose che io potrei fare. Non posso decidermi.” Come risposta, la Grande Sacerdotessa gli dà alcune pergamene antiche.”Queste ti aiuteranno a deciderti.”
Questa carta è quella che porta alla luce i segreti, qualunche strani che siano.
III. L’IMPERATRICE
LA SIMBOLISTICA
L’imperatrice è il simbolo della Creazione, che ci riferiamo alla vita amorosa, a l’arte o al mondo materiale. Il Mago è l’idea, la Grande Sacerdotessa è quella che dà una forma, e l’Imperatrice è il grembo in cui si forma quest’idea che aspetta di essere nata. Per questo il suo simbolo è Venere, la dea della bellezza e dell’amore. Tuttavia, lei simbolizza più l’abbondanza che la sensualità. Il Matto ha preso la decisione riguardando quello che farà nel futuro, ed adesso è ansioso per compiere i suoi desideri. Nel suo cammino incontra la Padrona, quella con i capelli al colore della spiga di grano, con corona di stelle, lei è seduta su un trono nel centro di un giardino lussureggiante.E’ possibile che sia incinta. Il Matto inginocchia e dice la sua storia. La Padrona gli soride materno e gli dà il seguente consiglio: “Ogni vita nuova è fragile. Ha bisogno di attenzione, amore e tenerezza per crescere.” Cosi, il Matto capisce che per realizzare quello che si è proposto, deve avere pazienza.
Usa l’intera energia creativa di quale dispone, ma non esagerare, perché troppo slancio può portare ad un insuccesso.
IV. L’IMPERATORE
LA SIMBOLISTICA
Adesso il Matto deve organizzarsi per compiere i suoi sogni. Si avvicina all’Imperatore, quello che sa mettere al punto anche il più piccolo detaglio, cosi che il regno sia ben organizzato. Il Matto è stupito dal potere di persuassione dell’Imperatore. “Volontà e decisione”, gli dice, “ di questo hai bisogno. E’ bene sognare, ma devi essere attento a quello che fai, altrimenti resterai con i sogni.” Pronto a condurre e non ad essere condotto, il Matto ha adesso un nuovo fine e un’altra via da seguire.
Il simbolo dell’Imperatore nello zodiaco europeo è l’Ariete. Come questo, lui è il bambino, il primo segno. E’ pieno di entusiasmo, energia ed agressività. E’ diretto e non riconosce la sua colpa. Sfortunatamente, può essere tirannico, ansioso, inquieto. Nel migliore dei casi, lui è il capo che tutti gli altri seguono, è affettuoso e attento con i suoi soggetti. Anche, il potere assoluto può portare alla noia e alla frustrazione.
La carta attira l’attenzione che il potere affascina e deve che l’Interlocutore sia attento di non cadere nella trapolla dell’autorità, dell’egoismo e del formalismo.
V. IL GRANDE SACERDOTE
LA SIMBOLISTICA
Il Matto ha tutto per poter compiere i suoi desideri, ma interviene la domanda: “Se tutto che ho si dissiparà nel vento e tutto quello che ho fatto sarà inutile?” Va cosi al Grande Sacerdote, l’unico che può rispondere al suo bisogno. “ Ci sono due modalità di risolvere il tuo problema.” , gli dice il Grande Sacerdote. “ Rinoncia a quello che desideri, perché questa cosa non ti influenzi mai, o osserva che potrai avere se trascorri questa paura. Se pensi, anche se perderesti tutto quello che hai, rimaneresti sempre con quello che già sai e potresti prendere dall’inizio. “ Il consiglio prammatico del Grande Sacerdote scomparse la paura del Matto, e questo potè seguire il suo cammino.
Se il Grande Sacerdote rappresenta una persona, questa può essere il professore favorito, il terapeuta, il consigliere. Come aspetti negativi, può essere il professore che rifiuta l’inedito o un vecchio che non vuole rinunciare ai suoi valori antichi a favore dei nuovi. Se il Grande Sacerdote rappresenta l’Interlocutore, la carta può avvertire questo che dimostrarà testardaggine, sopratutto per cio che riguarda l’etica o la religione. Ti si offre la soluzione, ma soltanto tu hai il diritto di scegliere cosa farai d’ora in poi.
Siamo preoccupati di capire i sensi e la fedeltà ci è messa alla prova. Può rappresentare il desiderio o la nostra intenzione di sposare.
VI. GLI INNAMORATI
LA SIMBOLISTICA
Il Matto arriva ad una crocevia, pieno di energia, di sicurezza nelle proprie forze e sa esattamente che vuole dalla vita. Ha da scegliere tra il suo cammino già stabilito ed un’altra via, quella sulla quale c’è una donna. Ha avuto ancora delle relazioni con delle donne anche più belle, ma questa ha qualcosa di speciale. La sente vicino, come se la conoscesse da sempre. E’ la sua metà e sente che non può vivere senza di lei, che non può lasciarla dietro. Sceglie a lei, e la via sulla quale andrà d’ora in poi con lei è totalmente diversa di quella iniziale.
Questa carta era chiamata, semplicemente, l’Amore.L’Amore è quella che segue alla maturità; è la forza che cambia tutto per ragioni sconosciute, porta quella persona che ti compie da tutti i punti di vista.
Come interpretazione, l’Interlocutore incontrerà o ha già incontrato quella persona di cui s’innamorerà, o troverà quella professione che gli compierà. Istintivamente, riconoscerà questo sentimento e cambiera il suo destino senza tener conto di cosa gli è offerto oltre. Senza amore sarà incompleto e per questo non potrà rifiutarlo.
La carta simbolizza la grande amore, che ci raggiunge profondo; dobbiamo accettare la verità e scegliere con il cuore e con l’alma.
VII. LA BIGA/ il caro
LA SIMBOLISTICA
Il Matto non ha molto fino all’adempimento dei suoi sogni, ma nel suo cammino ci sono dei nemici forti e delle situazioni che lo mettono in difficoltà. Non sa cosa fare per trascorrere gli ostacoli….
Nel suo cammino apparisce la Biga, guerriero che sta superbo e fiero, senza avere paura di niente, nel carro trionfale che guida. “Dimmi, cosa posso fare per avere tuo corraggio?” domanda il Matto, impressionato dall’ardito capo del carro di lotta. “Hai mai nuotato e sei stato preso dal flusso che ti porta su alti mari?Se cerchi di nuotare contro il flusso, non arrivi da nessuna parte, il mare ti porta indietro e non arrivi alla riva. L’unica via di uscire è di nuotare paralelamente con la riva e arriverai lì sulla diagonale. Ugualmente, se lotti, devi essere accanto al tuo nemico, allo stesso livello con lui, e allora vincerai. Devi soltanto avere fiducia totale nelle tue forze. E non dimenticare, la vittoria non e la fine, è soltanto un’inizio.”
Il caro rappresenta il riconoscimento del proprio valore, il distacco dai buoni spirituali presi e il ardito passo che può trascorrere anche i più grandi ostacoli.
VIII. IL POTERE
LA SIMBOLISTICA
Vittorioso nella lotta, il Matto è diventato arrogante e vendicatore. Incontra una vergine che lotta contro un leone. Alla sua sorpresa, la vergine chiude la bocca del leone con carità, ma fermo. La bestia era cosi spaventosa, ed adesso è all’ordine della ragazza! Stupito, il Matto la chiede:”Come hai fatto?”, “Volontà”, dice lei. “Ogni bestia, qualche fiorosa che sia, andrà indietro di fronte ad una volontà superiore. Lo stesso, abbiamo in noi dei desideri nascosti che è bene raffrenarli.” Il Matto risonosce la sconfitta di fronte alla volontà di una vergine innocente e pura. L’Interlocutore scopre adesso che può controllare tanto la situazione, che lui stesso. Definisce il controllo degli impulsi brevi, il controllo della rabbia e il rispetto per la propria persona. Può rappresentare anche un vero amico.
La carta significa il potere che possiamo mostrare nei momenti difficili, ma , sul piano delle relazioni personali, può significare relazioni caratterizzate di un carattero vulcanico e di uscite drammatiche.
IX. L’EREMITA
LA SIMBOLISTICA
Dopo una vita di lotta, amore e compromessi, il Matto sente il bisogno di ritirarsi. Cosi, comincia a capire tanto il mondo, che lui stesso. E’ come se, nella sua solitudine, trovi la pace che ha sempre voluto e la saggezza che non ha mai avuto.
Per quanto riguarda la gente, l’Eremita rappresenta una persona avveduta, ispirata, un’amico, un professore, un terapeuta, qualcuno che l’Interlocutore lo vede da solo, qualcuno di cui nessuno dagli amici o dalla famiglia dell’Interlocutore non sa. Questa persona può aiutare l’Interlocutore a trovare risposta alle sue domande.
L’Eremita rappresenta un periodo di raccoglimento, dopo il quale otteniamo la chiarezza su quello che vogliamo realizzare dal punto di vista professionale. Dal punto di vista sentimentale , può significare l’isolazione in una relazione.
X.LA RUOTA DEL DESTINO
LA SIMBOLISTICA
Eco che il Matto rinuncia alla solitudine e esce nel mondo. E’ tempo per una trasformazione. Entra nel mondo senza aspettare qualcosa da lei, senza sogni e aspirazioni vane. Però, il giorno porta la fortuna e le cose buone gli rasserena la vita. Nel suo cammino passa vicino un mulino, ed una donna di là, gli dà acqua in una coppa d’oro e lo lascia guardare la coppa; passa vicino un mulino a vento ed un giovane gli dà una spada come non ha mai visto.
Finalmente, incontra un commerciante ricco che gli dà una borsa con soldi. “Mi piace dare dei soldi”, dice questo, “e ho deciso di dare questi soldi alla decima persona che incontro. Tu sei la decima persona che ho incontrato.” Il Matto è stupito di questo giorno. E’ come se tutto che abbia fatto bene nella sua vita ritorna adesso triplicato . E’ il più fortunato giorno della sua vita.
Dobbiamo affrontare alcune esperienze nuove. Sul piano delle relazioni affettive, la carta ci dice che dobbiamo accettare il compagno di vita cosi com’è.
XI. LA GIUSTIZIA
LA SIMBOLISTICA
Il Matto cerca un’altra via, un’altra ispirazione per sua vita. Osserva una donna cieca che ascolta due fratelli che le hanno chiesto a farli giustizia:dividevano un’eredità. Ogniuno di loro voleva tutta l’eredità soltanto per lui; uno era ricco, l’altro era povero. “ Io voglio che tu mi dia tutto”, diceva il ricco, “ Spetta a me e non devo dare conto a nessuno che faccio con I miei soldi. “E’ meglio che la dia a me”, diceva il povero, “perché io non ho mai avuto tanti soldi e sarei molto più risparmiatore di lui. Non sa altro che buttare i soldi via!” La donna li ascolta e divide l’eredità in metà: adesso i due fratelli hanno ogniuno una metà della ricchezza. Al Matto li sembra giusto, ma nessuno dei fratelli non è contento. Il fratello ricco non sopporta sapere che ha perso la metà della ricchezza, e il povero avrebbe voluto tutto per lui.
“Hai fatto giustizia”, disse il Matto dopo che i fratelli se ne andassero. “Si, lo so”, disse la donna. “ Con soltanto una metà dell’eredità, il fratello ricco sarà più ponderato con I soldi, e il fratello povero avrà qualcosa per vivere. Anche se non realizzano, ho fatto quello che era meglio per entrambi.” Il Matto si rende conto adesso che tutto che ha fatto nella sua vita è stato collegato agli aspetti materiali e non si è preoccupato della sua alma.
Dobbiamo ritenere che questa carta non parla della punizione o del carrattere del rispettivo atto, sia buono o male. Lei parla di alcuni chiarimenti fra due o più persone.
XII. L’APPESO
LA SIMBOLISTICA
Il Matto medita……… E’ seduto sotto un’albero ed adesso lascia tutto passare accanto a lui. Niente non lo attira l’attenzione per nove giorni. Nel nono giorno, senza pensare perché, sale su un ramo dell’albero sotto quale sedeva e si lascia dondolato di questo, con la testa in giù, come un bambino. Le monete gli cadono dalle tasche e lui le osserva: questa volta, non come moneta di circolazione, ma soltanto come pezzi di metallo inutili. E’ come se fosse tra i due mondi- quello spirituale e quello materiale- e lui può osservare entrambi. Niente non può attirarlo, adesso è nel suo mondo.
Questa carta esprime una crisi; si tratta spesso di una malattia o di un periodo esteso di disoccupazione, che ci porteranno verso l’accettazione di un nuovo campo di attività. Sul piano sentimentale, siamo immobilizzati in una situazione spiacevole. Dobbiamo accettare un’altro punto di vista, dopo che la situazione si risolvi da sé.
LA MORTE
LA SIMBOLISTICA
Lasciando l’albero in cui ha meditato, il Matto viaggia su un campo daino. Insorge il zeffiro, e gli alberi non hanno delle foglie. Di fronte lui si trova un cavaliere in una nera armatura, su un cavallo bianco. Riconosce la sua Morte e chiede umile:”Sono morto?” E’ depresso e vido, senza potere. E la Morte gli risponde: “In un certo senso, si. Hai lasciato indietro la vita e tutto quello che hai avuto. Nessuno di loro non esiste più come li hai conosciuto.” Il Matto pensa sopra questo fatto: “Che triste….” La Morte consente:”Si, ma questa è l’unica possibilità di rinascere. Un’altro Sole ti riscalderà, e per te adesso viene il momento della trasformazione e del cambiamento.” La Morte va via, per compiere il suo dovere di fronte agli altri, e il Matto comincia a capire la verità di sue parole. Sente il suo corpo sparire lentamente e capisce che, per rinascere, deve rinunciare a tutto quello che è terreno.
La Morte è la separazione di un compagno di via e nello stesso tempo, un’inizio di via. Dobbiamo avere la forza di andare avanti.
XIV. LA TEMPERANZA
LA SIMBOLISTICA
Il Matto percorre adesso una via spirituale, sulla quale cerca ad abbinare i due aspetti che lo definiscono come entità: quello spirituale e quello materiale. Incontra cosi l’angelo della Temperanza. Questo sta con un piede su una pietra e con l’altro nell’acqua. Versa acqua e fuoco da una coppa in un’altra, e questi due si mescolano! “Come fai a mescolare l’acqua con il fuoco?”chiede stupito il Matto. “Devi sapere le dimensioni dove questi due si uniscono e I vasi in cui si può fare questo;” dice l’angelo della Temperanza. Il Matto chiede stupito:”Si può fare questo con tutto quello che c’è nel mondo?” “Si, si può”, risponde l’angelo. “L’uomo e la donna, il fuoco e l’acqua, tutti possono raggiungere a l’armonia. Soltanto la mancanza della fede ti ferma.” Il Matto comincia a capire adesso la sostanza delle cose, della vita e della morte….. Tutte hanno un senso adesso e possono essere in armonia; infatti, questo cerchiamo tutti ad ottenere:armonia ed equilibrio.
I doveri dal lavoro sono risolvati con calmo e pazienza. Dal punto di vista affettivo, simbolizza l’amore sincero, gli incontri amichevoli, esperienza che porta tranquilità e pace.
XV. IL DIAVOLO
LA SIMBOLISTICA
Il Matto arriva ad un grande monte nero, dove regna una creatura metà uomo, metà becco. Ai suoi piedi ci sono un uomo ed una donna, incatenati, che non hanno più vita: le droga, il sesso, l’alcool, il cibo, l’oro li hanno impazzito. Con quanto si avvicina al Diavolo, il Matto sente come I bisogni terreni lo invadono: il desiderio, la passione, l’ossessione, la cupidigia. “Rifiuto concedermi a te!”, grida il Matto, e la creatura lo guarda stupito. “Non faccio altro che svegliare quello che è già dentro di te.”, risponde la creatura. “Tali sentimenti non sono quelli di cui devi avere paura, non devi neanché evitarli” Il Matto indica l’uomo e la donna che sono incatenati e dice:” Anche se sono incatenati?” Il Diavolo gli risponde: “Guarda più attento.”
Di fronte al Matto, I due sono incatenati, ma si possono eliberare in ogni momento, senza aiuto. “Si possono eliberare quando vorrano”, dice il Diavolo. “Io sono quello che ti dà tutto quello che desideri, ma dipende soltanto di te se puoi controllare I desideri I più ardenti. Non puoi vedere quelli che hanno permesso agli impulsi ed alle aspirazioni di portarli nella cima del monte. L’inibizione può portarti, tanto rapido che l’eccesso, nella cima del monte.” Il Matto capisce le parole del Diavolo ed adesso lo vede in un’altra luce. Non è quello di cui devi avere paura, il suo potere è grande, spaventoso, ma è la chiave verso la libertà se sarai come usarla.
La carta non rappresenta il Diavolo con la sua connotazione negativa, lui è la dipendenza. E’ quello che porta I piaceri peccatori: I soldi, la sensualità, la passione, che ci porteranno alla schiavitù soltanto se li permettiamo. “Non so cos’è migliore, il male che porta uso, o il bene che danneggia.” (Niccolo Macchiavelli)
XVI. LA TORRE
LA SIMBOLISTICA
Di fronte al Matto apparisce una Torre magnifica, Torre per cui anché il Matto ha avuto una contribuzione. Nella Torre abitano della gente arrogante, sicuri della loro forza. Senza darli tempo di reazione, un fulmine colpisce la Torre, e la gente che si trova li non hanno da scegliere: saltano nel fiume dai piedi della montagna, per salvarsi.
In un’attimo, la Torre non è altro che un sacco di pietre. Il Matto si sente perso. Non ha più nulla, adesso deve ricostruire tutto, il mondo come lo sapeva, non c’è più.
E’ la carta dell’insuccesso, ma nello stesso tempo simbolizza un’orizzonte più vasto di opzioni. Se fin’ora non abbiamo cercato di vedere più che abbiamo, siamo costretti di evolvere, perché tutto si ondeggia e non ha delle possibilità di recuperarsi.
XVII. LA STELLA
LA SIMBOLISTICA
Il Matto sede deluso nel posto dove era una volta la Torre. Sente che ha perso tutto, anché lui stesso. Allora osserva una donna bionda con due orciuli di acqua. Versa uno degli orciuli nell’acqua, e l’altra sulla terra assetata. “Che stai facendo?”, la chiede lui. Con gli occhi brillanti come due stelle, lo guarda e gli dice:” Metto acqua perché gli assestati bevano e perché i semi germino. Vieni. Bevi acqua.” Il Matto beve acqua e la sua freschezza lo incanta. “Vedo che sei tristo”, dice la ragazza, “e lo so perché. Non dimenticare che non hai perso ancora tutto. Hai ancora l’esperienza, le possibilità e la speranza. Come le stelle, loro ti guidarono verso un’altro futuro.” La donna sparì lentamente sul cielo della notte e nel suo posto è rimasta una stella brillante. “Segue la tua stella di guida” si sentì la voce della donna, “e abbia fede il te!” Il Matto si alza, curato dalla ferita della sua persa, e va avanti, pieno di speranza.
La stella è una delle tre carte protettori dal Tarocco.Segnala degli incontri promettenti che portarono verso alleanze forti e piene di fortuna.
XVIII. LA LUNA
LA SIMBOLISTICA
Seguendo la sua stella, il Matto viaggia nella notte. La luna piena illumina la via. Comincia a sentirsi disorientato e passa, attraverso un sentiero, tra due torri. Un’altro paesaggio sede ai suoi piedi. E’ la terra spaventosa immaginata dai poeti, ma anche dai pazzi. I lupi urlano, e le creature di incubo setacciano, con gli occhi luminosi.
Il Matto arriva ad un fiume, dove entra fino al fianco. Sulla riva opposta c’è una piccola barca, senza pagaie. Ha da scegliere tra due possibilità: può perdersi in questo paesaggio desolante, della pazzia e dell’illusione, o può salire nella barca e lasciarsi alla voglia dell’acqua. La Luna avrà il controllo, ma almeno arriverà da qualche parte. Il Matto sale nella barca e si lascia alla voglia dell’acqua. Sente lo squardo approvatore della Luna e la sua prottezione magica.
La luna indica una grande opportunità, ma anche un pericolo uguale. Il problema interviene in quella scelta che dobbiamo fare: affrontiamo il pericolo o ci nascondiamo nella barca salvagente, finche il pericolo passi?
XIX. IL SOLE
LA SIMBOLISTICA
Il Matto è arrivato ad un’acqua stagnante, chiara e pulito. Intorno l’acqua c’è un bel giardino, piena di tronchi di girasole. Un riso di bambino gli attira l’attenzione e lo vede nel giardino cavalcando un cavallo bianco. “Vieni!”, dice il bambino, scendendo dal cavallo e correndo verso il Matto. “Vieni a vedere anche tu!” Ed adesso il Matto vede la bellezza della natura, con i piccoli insetti dall’erba, I petali dei fiori e il modo in cui la luce del Sole accarezza l’acqua. Il bambino canta, gioca con il Matto, e questo dimentica i dispiaceri della vita.
Ad un certo momento, il Matto cerca di guardare il Sole, e la luce lo fa sorridere, come ha fatto da molto tempo. Adesso è semplicemente felice.”Chi sei?”, chiede il Matto, e il bambino si trasforma in luce. “Sono una parte di te”, dice il bambino, “sono quello che sei diventato adesso.” Il Matto capisce adesso che quello bambino è una parte di lui stesso.
E’ la luce che viene dopo una notte difficile, il successo, la gloria, il trionfo, una carta promettente che porta luce e gioia nella nostra vita. E’ la carta dell’intelletto, della chiarezza della mente e dell’energia della gioventù.
XX. IL GIUDIZIO
LA SIMBOLISTICA
Il Matto lascia il giardino del Sole, pronto a fare l’ultimo passo nel viaggio spirituale. Qualcosa lo tiene sul posto. Cerca di guardare il Sole, ma non riesce a vedere che un’angelo di fuoco, bello e spaventoso.
“Hai ragione, è rimasto soltanto un passo fino alla fine del tuo viaggio”, dice l’angelo, “ma non puoi fare quest’ultimo passo finche non lasci indietro il passato.” Il Matto è distratto: “Dimenticarlo? Ma ho pensato che l’ho già lasciato indietro”, afferma lui. “ Non puoi fare questo. Ad ogni passo che lasci indietro, e quella traccia rimane; in questo modo, il passato ti segue, non puoi nasconderti, non puoi fuggire di lu, ma puoi accettarlo cosi com’è e sia una parte di te. Puoi fare questo?” L’angelo da al Matto una tromba, e lui si rende conto che adesso deve prendere la decisione finale. Può andare avanti o può restare li. Soffia nella tromba e la sua canzone risuona fra colline e montagne, e I ricordi ritornano nella sua mente. Tutte le sue esperienze, buone o mali, passano di fronte ai suoi occhi. Per la prima volta non cerca di fuggire e le accetta come sono. Con quest’attitudine si sente rinato e si trova adesso in presento, senza rimorsi.
Questa carta si riferisce all’ultima indagine, ma è un’errore interpretarla esclusivo in questo modo. Non è lo stesso con la condanna, lei mostra che la Verità sfugge dall’imprigionamento e si alza verso la luce.
XXI. IL MONDO
LA SIMBOLISTICA
Il Matto fa l’ultimo passo dal suo viaggio e si rende conto che, infatti, è nel punto da dove è partito. Ma adesso vede tutto da un’altra prospettiva. Ha creduto che potesse dividere il corpo dallo spirito, che potesse apprendere di uno e poi dell’altro. Osserva che tutto quello che ha cercato è l’armonia tra loro, ed adesso l’ha trovata. Sorride, avanza sull’orlo della scogliera e salta nel vido. Si alza fino che vede tutto più e più piccolo. Li, nel cielo, danza, circondato dalle stelle, essendo parte dall’Universo. In un certo modo, si trova alla fine del viaggio, ma anche al suo inizio. Il mondo continua il suo spostamento, e il viaggio del Matto è finito.
Questa carta è quella della fine felice, del paradiso ritrovato. Rappresenta dei tempi felici, quando godiamo di tutto quello che il Mondo ha da offrire: abbondanza, calmo e soddisfazione spirituale. Nel caso delle relazioni personali, indica il fatto che abbiamo trovato, finalmente, il compagno di vita.